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Biografia di un Maestro

 

John Ronald Reuel Tolkien nasce nel 1892 a Bloemfontein, in Sud Africa, da genitori inglesi.
Dopo la morte del padre, all'età di soli tre anni, ritorna con la madre ed il fratello in Inghilterra, dove la famiglia si sistema a Sarehole, nella periferia di Birmingham. Durante gli anni che seguono la famiglia si sposta varie volte: a Moseley nel 1897, a King's Heath Station nel 1901, a Edgbaston bel 1902. Nel 1904 muore la madre - dalla quale il giovane Tolkien aveva nel frattempo ereditato l'amore per le lingue e le antiche leggende e fiabe nirdiche. Viene così affidato, assieme al fratello, ad un sacerdote cattolico degli Oratoriani, Padre Francis Xavier Morgan. Dopo aver frequentato la King Edward VI School, inizia i suoi studi all'Exeter College di Oxford, dove ottiene nel 1915 il titolo di Bachelor of Arts.
Durante la Prima Guerra Mondiale si arruola nei Fucilieri e combatte sul fronte occidentale (Francia), ma viene presto rimpatriato per «psicosi traumatica da bombardamento». Finita la guerra prosegue gli studi all'Exeter College, conseguendo nel 1919 il titolo di Master of Arts. Inizia così l'attività di docente di Lettere alla Leeds University e la collaborazione alla redazione dell'Oxford English Dictionary. E' di questi anni la sua profonda amicizia con C.S. Lewis; insieme fonderanno il circolo The Inklings.
Nel 1925 viene nominato professore di Filologia Anglosassone al Pembroke College di Oxford e nel 1945 gli viene affidata la prestigiosa cattedra di Lingua Inglese e Letteratura Medioevale del Merton College, dove insegna fino al suo ritiro dall'attività didattica avvenuto nel 1959. Tolkien è quindi oggi considerato il maggior esperto di Letteratura Anglosassone e Medioevale del '900!
E' durante il periodo di insegnamento che l'autore inizia a scrivere. Nel 1937 pubblica infatti The Hobbit, or There and Back Again, racconto fantastico ambientato in un fiabesco e lontanissimo passato inglese, con protagonisti dei piccoli esseri bizzarri: uno hobbit e dei nani. Nonostante sia la sua opera prima, The Hobbit rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di scrittore di Tolkien: è infatti attorno al nucleo originario di quest'opera che l'autore andrà sviluppando, nel decennio successivo, il suo regno immaginario che lo renderà famoso e celebre in tutto il mondo, quello della Terra-di-Mezzo, che prenderà forma nelle sue opere successive: The Adventures of Tom Bombadil (1962) e la trilogia di The Lord of the Rings, unanimamente riconosciuta come la sua opera più importante. Scritta in una lingua molto ricercata che imita la purezza dell'inglese medievale, la trilogia si compose inizialmente di tre distinti volumi: The Fellowship of the Ring (1954), The Two Towers (1955) e The Return of the King (1955), che verranno poi riuniti nel 1956 in un unico libro. Tolkien dedica alla stesura del suo capolavoro tutte le sue ricerche di studioso. In particolare s'interessa al dialetto delle Midlands e all'inglese arcaico, il Beowulf, ed alle Letterature nordiche (norvegese, danese, islandese). Per le sue ricerche fonda anche, con amici e colleghi, un gruppo, i Coal-Biters, e riceve numerosi titoli onorari tra cui quello dell'Alto Ordine Britannico, il C.B.E., e cinque Dottorati.
Negli anni seguenti Tolkien lavora ad un'altra opera, The Silmarillion - iniziata in verità già nel 1917 - che porterà avanti fino alla morte, ma che tuttavia non riesce a concludere. Verrà completata dal figlio Christopher e pubblicata postuma nel 1977.
Muore nel 1973 a Bournemouth, durante un soggiorno termale.

 

 

 

 

La magia di Tolkien

 

Tolkien era un semplice professore universitario che tranquillamente trascorreva i suoi giorni curando il giardino e facendo crescere i propri figli, e che tuttavia nascondeva nella sua mente tutto uno stupendo, affascinante, simbolico mondo a cui, giorno dopo giorno, ha dato vita battendo sui tasti della sua vecchia macchina per scrivere. Era uso prendere appunti sui margini dei fogli e su ogni pezzo di carta che gli passasse sotto mano; così, giorno dopo giorno, ha creato un racconto epico, di grande forza emotiva e nel contempo lieve e romantico.

E tutta la magia del suo mondo ha preso forma quando sul retro di un compito che stava correggendo non avesse scarabocchiato distrattamente la frase: "In un buco della terra viveva uno hobbit".


Nonostante il critico inglese W.H. Auden abbia definito The Hobbit come «la più bella storia per fanciulli scritta negli ultimi cinquant'anni», Tolkien è principalmente uno scrittore per adulti, tuttavia capace di esaltare nelle sue opere il fascino sottile della fiaba. La lunghissima, ricchissima ed immaginifica epica di The Lord of the Rings, che qualcuno ha voluto leggere come una complessa e ricca allegoria della condizione Umana durante la II Guerra Mondiale, riprende infatti tutti gli elementi più classici delle leggende e delle fiabe fondendoli in un colossale affresco sull'eterna lotta tra il Bene e il Male; è infatti una sorta di moderno poema cavalleresco che mescola gli influssi e le tradizioni culturali più disparate: dall'epica classica alla saga nordica, alla tragedia.
The Lord of the Rings, che ha influenzato in maniera molto significativa lo sviluppo della moderna narrativa fantasy, è stato ad oggi tradotto in dozzine di lingue ed ha avuto tirature di oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo, risultando essere il libro più venduti dopo la Bibbia ed il Corano. Vincitore di importanti premi letterari, è stato insignito nel 1957 dell'International Fantasy Award.
Tolkien è stato il primo scrittore ad aver ricreato totalmente e fedelmente un mondo alternativo (la Terra-di-Mezzo). Il suo lavoro maniacale raggiunge l'apice nell'accurata ricostruzione di cartine geografiche, nella descrizione degli alberi genealogici dei personaggi principali, nella narrazione storica degli avvenimenti passati e futuri, e addirittura nella creazione di un intero alfabeto!
Tolkien aveva anche pensato di mettere in musica le numerose canzoni cantate dai suoi personaggi, ma il sogno verrà realizzato solo nel 1968, quando il musicista Donald Swann pubblica un ciclo di liriche sui testi dell'autore dal titolo "The Road Goes Ever on".

 

 

 

   

 

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